I principi
Sette idee a cui il Triangolo si attiene. Ciascuna è contrassegnata da una delle stelle con nome proprio della Vergine, la costellazione di Astrea.
Libertà di coscienza, senza dogmi
Spica (latino, «spiga»)
La coscienza viene prima di tutto. La Massoneria della corrente liberale non chiede a nessuno di accettare un credo, una rivelazione o una dottrina, e non ha una posizione ufficiale sulle domande più grandi: se esista un Dio, che cosa segua alla morte, a che cosa serva una vita umana. Queste restano questioni di ciascuno: si possono risolvere, rivedere o lasciare aperte.
Non si tratta di indifferenza. Alla base c’è la convinzione che una credenza degna di essere sostenuta debba essere scelta liberamente, e che una coscienza sotto pressione abbia smesso di essere una coscienza. Il Tempio è un luogo in cui nessuno deve nascondere ciò che pensa, e nessuno deve fingere di pensare ciò che non pensa.
La stessa libertà si estende ai simboli. La squadra, la livella, la Luce e le tenebre non hanno un unico significato autorizzato. Vengono proposti anziché spiegati, e ogni lettura onesta che se ne dà è legittima.
Ragione, dialogo e simbolismo
Zavijava (arabo, «angolo del cane che abbaia»)
Tre strumenti, usati insieme. La ragione mantiene onesta la ricerca: le affermazioni vengono soppesate anziché accolte passivamente, e un buon argomento conta più di uno gridato.
Il dialogo la rende condivisa. In un incontro massonico si parla a turno, senza essere interrotti, rivolgendosi all’intera sala anziché polemizzare gli uni con gli altri. È una disciplina semplice, e trasforma il disaccordo in qualcosa da cui si può imparare.
Il simbolismo la mantiene aperta. Un’immagine o un gesto possono contenere più di una frase, e permettono a persone con vocabolari molto diversi di riflettere sulla stessa cosa senza doversi prima accordare sulle parole. Nessuno di questi strumenti consegna una verità definitiva. Insieme rendono possibile continuare a cercarla in compagnia, il che è forse la conquista più rara.
Imparare da tutte le tradizioni e filosofie
Vindemiatrix (latino, «la vendemmiatrice»)
La Massoneria è antica, e la sua età è una risorsa. I suoi rituali, simboli e usi sono stati plasmati nell’arco di tre secoli da persone che si ponevano le stesse domande sotto cieli molto diversi, e attingono a fonti ben più antiche: le Logge dei muratori da cui ha preso il nome e i suoi strumenti, i filosofi dell’antichità, le tradizioni religiose e spirituali di molti popoli, la scienza e i dibattiti nei caffè della Londra e della Parigi del Settecento.
Imparare da tutte le tradizioni e filosofie significa prendere sul serio ciascuna di esse prima di decidere che cosa farne: leggere i testi antichi, capire perché un gesto o una parola si trovino dove si trovano, e riconoscere la saggezza ovunque sia stata scritta per la prima volta, che si tratti di un rituale massonico, di un trattato filosofico o di un libro sacro diverso dal proprio. Significa anche studiare correnti filosofiche di ogni genere, attuali o antiche, popolari o oscure, con la stessa curiosità e lo stesso sguardo critico.
La tradizione, qui, non è né una gabbia né un museo, e nessuna tradizione possiede da sola la verità. Insieme somigliano piuttosto a una lunga conversazione: ogni generazione vi prende parte, la ascolta e la porta avanti.
Mettere in discussione ciò che non serve più
Porrima (una dea romana della profezia)
Rispettare la tradizione non significa considerare sacra ogni usanza. Alcune convenzioni conservano il loro significato; altre sopravvivono soltanto perché nessuno si è chiesto il perché. La stessa corrente liberale è nata proprio da domande di questo tipo: se si debba esigere una credenza alla porta, e se metà dell’umanità debba essere lasciata fuori.
Mettere in discussione una convenzione non significa abbatterla. Significa chiedersi a che cosa serva, se serva ancora a quello scopo, e che cosa si perderebbe o si guadagnerebbe senza di essa. A volte la risposta è conservarla, compresa un po’ meglio. A volte la risposta è lasciarla andare.
Ciò che conta è che la domanda si possa porre ad alta voce, con calma, da chiunque, e che l’abitudine di porla passi dal Tempio al resto della vita, dove dogmi e consuetudini mai esaminate sono altrettanto diffusi.
Donne e uomini alla pari
Heze (origine sconosciuta)
Per gran parte della sua storia la Massoneria è stata una società di uomini, e in molti luoghi lo è ancora. La corrente liberale ha preso un’altra strada. Nel 1882 la scrittrice e attivista Maria Deraismes fu iniziata in una Loggia nei pressi di Parigi, e nel 1893 lei e Georges Martin diedero vita a Le Droit Humain, il primo ordine massonico ad accogliere donne e uomini senza distinzione.
In Triangle Astraea donne e uomini stanno fianco a fianco, con gli stessi diritti e la stessa voce. Non è né una concessione né un esperimento. Uno spazio pensato per il libero scambio delle idee sarebbe più povero, e meno onesto, se ascoltasse soltanto metà dell’esperienza umana.
Qui l’uguaglianza è semplicemente la norma: nessun rango separato, nessuna stanza separata, la stessa possibilità di parlare e di essere ascoltati.
La Fraternità al di là delle giurisdizioni
Minelauva (arabo, «nella dimora lunare di colui che abbaia»)
La Fraternità è la più familiare delle tre grandi parole, e forse la più esigente. Chiede più della cordialità tra persone già d’accordo. Chiede un legame con persone di altri paesi, altre lingue, altre convinzioni e altre tradizioni massoniche.
Il Triangolo ritiene che questo legame sia universale e non appartenga a nessuno. Confini, giurisdizioni e istituzioni hanno la loro utilità, ma sono assetti umani, e vengono dopo ciò che organizzano. Dove massoni di buona volontà si incontrano in buona fede, si riconoscono anzitutto come Fratelli e Sorelle, e solo in seguito come persone di qui o di là.
Un Triangolo di lingua inglese in una città internazionale come Berlino lo avverte con particolare intensità. L’universalità non è un’astrazione. È una consuetudine di ospitalità.
Dal Tempio alla società
Zaniah (arabo, «angolo»)
Il Tempio è la sala in cui i massoni si incontrano, ma ciò che vi imparano è destinato a ogni altro luogo. Imparare ad ascoltare, a dubitare con onestà e a trattare uno sconosciuto da pari serve a fare queste cose a casa, nella vita pubblica e nelle piccole decisioni quotidiane che rendono una società più o meno giusta.
Libertà, Uguaglianza e Fraternità non sono uno slogan da recitare, ma una direzione da mantenere. La Libertà, perché ciascuno possa pensare, parlare e vivere secondo coscienza. L’Uguaglianza, perché la dignità non dipenda mai dalla nascita, dal sesso, dall’origine o dalla fede. La Fraternità, perché le prime due non diventino fredde.
La Massoneria non ha alcun programma da imporre né alcun partito da sostenere. Spera, più modestamente, che chi trascorre del tempo con i suoi simboli torni nel mondo un po’ più attento, un po’ più tollerante e un po’ più pronto a difendere ciò che è giusto.
I nomi delle stelle sono quelli approvati dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU); i loro significati seguono le voci di Wikipedia dedicate alle singole stelle. La carta utilizza le posizioni stellari del database astronomico SIMBAD e la figura della costellazione tratta dalle carte ufficiali dell’IAU.