Il nome Astraea

La fanciulla stellata che incarnava la Giustizia, l’ultima degli immortali a lasciare la terra, e la promessa del suo ritorno.

L’ultima a partire

I poeti greci narravano di una successione di età, ciascuna più dura della precedente: un’età dell’oro, in cui gli esseri umani vivevano senza leggi perché non ne avevano bisogno, poi le età dell’argento, del bronzo e infine del ferro. Nell’età dell’oro gli dèi camminavano tra i mortali. Quando il mondo divenne avido e violento, si ritirarono uno dopo l’altro.

Astrea, «la stellata», secondo una tradizione figlia di Zeus e di Temi, la dea dell’ordine divino, fu l’ultima di loro ad andarsene. In altre parole, la Giustizia rimase con l’umanità più a lungo di ogni altro dono degli dèi, e se ne andò solo quando non ebbe più alcun luogo in cui stare. Il poeta greco Arato racconta la storia di una fanciulla chiamata Dike, la Giustizia stessa, e i poeti romani le diedero il nome latino di Astraea.

Victa iacet pietas, et virgo caede madentis ultima caelestum terras Astraea reliquit.

La pietà giaceva sconfitta, e la vergine Astrea, ultima degli immortali, abbandonò la terra madida di strage.

Ovidio, Metamorfosi, libro I

Un posto tra le stelle

Non scomparve. Secondo i poeti salì nel cielo notturno e divenne la costellazione della Vergine. In molte raffigurazioni regge una spiga di frumento, segnata da Spica, che in latino significa appunto «spiga», la stella più luminosa della figura. Accanto a lei si trova la Bilancia, letta in alcune versioni del mito come la bilancia che lei stessa reggeva.

La Vergine è una delle costellazioni più grandi, e da Berlino si vede meglio nelle sere di primavera, bassa nel cielo meridionale. Sette delle stelle della sua figura che portano nomi tradizionali contrassegnano i sette principi di questo sito.

Nel 1845 un astronomo dilettante tedesco, Karl Ludwig Hencke, scoprì un piccolo corpo in orbita tra Marte e Giove, a cui fu dato il nome di Astraea. Era soltanto il quinto asteroide mai scoperto, e il primo nuovo da quasi quarant’anni.

Iam redit et Virgo, redeunt Saturnia regna.

Già ritorna anche la Vergine, ritorna il regno di Saturno.

Virgilio, Bucoliche, IV

Il ritorno promesso

Virgilio capovolse la storia. Nella sua quarta Ecloga la Vergine ritorna, e con lei una nuova età dell’oro. Nei secoli successivi i poeti ripresero l’immagine più e più volte: nell’Inghilterra del Rinascimento, Elisabetta I fu celebrata come Astrea, portatrice di un’età giusta e pacifica.

Per un gruppo di massoni, il nome porta con sé un richiamo, e un’esigenza. La Giustizia non è qualcosa che qualcuno possieda una volta per tutte: non un’istituzione, non una persona, non un credo. Né è un sogno lontano da attendere. Come le stelle con cui un tempo i viaggiatori trovavano la strada, è un orizzonte che dà Luce al cammino e mostra dove l’ingiustizia persiste e che cosa ciascuno di noi può fare oggi per porvi rimedio. Da qui il motto del Triangolo: Astraea, un orizzonte stellato che illumina, qui e ora, ciò che resta da fare.